Articolo

Il valore riservato ai soci ex art. 120-quater CCII: brevi riflessioni de iure condito sulla possibile quantificazione


Nicola Cadei
Focus

Le imprese (in crisi e non) e la Costituzione (Premessa a un libro “di scuola”)*


Data pubblicazione
31 agosto 2023

Focus

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Lidea di questo volumetto, destinato dichiaratamente (fin dal sottotitolo) alla didattica, nasce dalla constatazione che oggi la vastità e la complessità sia del diritto costituzionale, sia del diritto commerciale, precludono per lo più una trattazione organica, nell’ambito dei rispettivi corsi universitari, delle pur importanti disposizioni dedicate dalla Costituzione alle attività economiche.

Con riguardo al primo, sono notoriamente altri i temi - di matrice schiettamente pubblicistica - che catalizzano l’attenzione di docenti e studenti (eccezion fatta, beninteso, per i corsi di carattere progredito), mentre le lezioni di diritto commerciale sono focalizzate essenzialmente sulle numerose previsioni contenute nel codice civile e nella legislazione speciale e sulle problematiche che esse sollevano.

In questo modo, tuttavia, rischia di rimanere in ombra, nel percorso formativo degli studenti di oggi (e dei giuristi di domani), quella parte del nostro ordinamento che va sotto il nome - per citare il titolo di un pregevole volume curato da Sabino Cassese - di “Costituzione economica” e che rappresenta in realtà uno snodo cruciale dello studio del diritto dell’impresa: a cominciare da quella norma fondamentale che è l’art. 41 sulla libertà di iniziativa economica privata, la cui analisi in seno al Commentario della Costituzione curato da Giuseppe Branca ed edito da Zanichelli fu non a caso affidata, oltre quarant’anni orsono, a uno dei più profondi e acuti studiosi del diritto commerciale (e civile), Francesco Galgano. 

Proprio i precetti racchiusi nei tre commi dell’art. 41 sono paradigmatici di quella logica di compromesso fra le diverse anime ideologiche e culturali presenti nell’Assemblea costituente; logica - per vero necessitata dal contesto storico-politico dell’epoca - che precisamente con riferimento a queste disposizioni (e ai concetti di libertà d’impresa, da un lato, e di funzione sociale, dall’altro) ha fatto dire al grande intellettuale e giurista Piero Calamandrei, che di quell’Assemblea è stato tra i più insigni componenti: “Per compensare le forze di sinistra della rivoluzione mancata, le forze di destra non si opposero ad accogliere nella Costituzione una rivoluzione promessa”. E la grande attualità di quel precetto costituzionale è confermata (e rafforzata) dalla novella del 2022, che con una previsione di notevole “respiro” ha integrato l’art. 9, rendendo oggetto di espressa tutela l’ambiente, gli ecosistemi e la biodiversità, anche nell’interesse delle generazioni future, e ha opportunamente inserito il riferimento all’ambiente anche nell’art. 41.

Orbene, ripercorrere oggi, sia pure in forma necessariamente sintetica, il contenuto degli articoli da 41 a 47 della Carta costituzionale e il loro “iter evolutivo” negli ultimi settantacinque anni può costituire - ci si augura - un’utile introduzione allo studio del diritto dell’impresa e, nel contempo, un modo per partire dai principi piuttosto che dalle singole norme, dalla visione d’insieme del “dipinto” prima che dall’osservazione dei suoi particolari. E ciò tanto più al cospetto di una normativa sempre più ipertrofica e torrentizia e di un legislatore che pare aver da tempo rinunciato, anche in questa materia, alla coerenza e alla sistematicità dell’assetto ordinamentale. Senza tuttavia, per tornare allo “spirito” di questo volumetto, che i vincoli editoriali circa il numero di pagine - e soprattutto i limiti dell’autore - consentano di nutrire aspettative minimamente elevate, neppure da parte degli studenti, rispetto all’approccio alle pagine che seguono. Anche se si è cercato di dimostrare l’attualità dei temi trattati ricorrendo talora all’analisi di casi pratici di particolare rilevanza, come quello delle acciaierie “ex Ilva” di Taranto e quello dei reiterati e travagliati salvataggi della compagnia aerea Alitalia: forieri entrambi - com’è noto - di numerosi spunti sotto il profilo giuridico e di delicate criticità sul piano costituzionale.

Il lettore si avvedrà che la stesura dell’ultimo capitolo del libro, dove si toccano problematiche quali la sostenibilità dell’impresa e la parità di genere (ma pure questioni afferenti al codice della crisi, a conferma dell’importanza - anche sistematica - del recente processo riformatore in questa materia), è stata affidata a quattro amici e valenti colleghi: Eva Desana, Mia Callegari, Marina Spiotta e Marco Aiello, che dopo di me, in momenti diversi, hanno fatto il loro ingresso nella scuola torinese di diritto commerciale, beneficiando della salda, autorevolissima e stimolante guida, come molti altri prima di loro, di Gastone Cottino, che nell’Università di Torino - dove oggi sono titolari di cattedra Eva e Mia - ha insegnato per lunghi e fecondi anni, formando generazioni di giuristi. Anche questo volumetto è quindi a suo modo (e “nel suo piccolo”) un lavoro “di scuola”, come il nostro comune Maestro esattamente vent’anni ebbe a definirla nella prefazione all’opera collettanea La riforma delle società. Profili della nuova disciplina”, da me curata all’indomani della novella del 2003: “Un «luogo» ideale di impegno e fatiche condivise, un «luogo» che dal suo capostipite si allunga nel tempo, scava nel passato, opera nel presente, si proietta verso il futuro; che interagisce tra vecchi e nuovi maestri, tra vecchi e nuovi allievi ed in cui quindi tutti sono in un certo senso allievi e maestri; che si articola per ulteriori filiazioni e collocazioni geografiche e che offre a chi ne è parte una permanente lezione di serietà, dedizione e spirito critico”.

Quel fortunato volume, complice l’uscita in libreria prima di altri, venne adottato da numerosi docenti, a cominciare (come egli stesso ha talora la bontà di ricordare) da Giuseppe Portale, altro Maestro del nostro settore disciplinare. Sarà estremamente arduo - ne sono ben consapevole - ripetere anche solo in parte il “successo” di quell’esperienza, ma l’apporto dei colleghi attraverso la redazione dell’ultimo capitolo, a prescindere dal limitato numero di pagine, non potrà che contribuirvi. Scriveva d’altronde il teologo Dietrich Bonhoeffer, noto per l’acume delle idee non meno che per la strenua resistenza al nazismo: “Le quantità si contendono lo spazio, le qualità si completano a vicenda”.

Stefano Ambrosini

 

(*) Il presente, breve, contributo costituisce la Premessa al volume “L’impresa nella Costituzione. Introduzione al corso di diritto commerciale”, di prossima pubblicazione per i tipi della casa editrice Zanichelli.