, 31 luglio 2026, n. 0. .
Abstract:
Sommario:
La Circolare costituisce la prima parte di un'opera di commento organico al Codice della crisi, destinata ad essere completata con ulteriori tre parti dedicate, rispettivamente, al sovraindebitamento, agli accordi di ristrutturazione e al concordato preventivo, nonché alla liquidazione giudiziale. L'obiettivo dichiarato è offrire un documento unitario di riferimento, ricostruendo gli istituti del Codice alla luce dei lavori preparatori, delle relazioni illustrative e dei più significativi orientamenti giurisprudenziali.
Nella parte introduttiva viene ricostruita l'evoluzione del diritto della crisi d'impresa, evidenziando come il percorso riformatore, avviato con il d.l. n. 35 del 2005 e proseguito con i successivi interventi legislativi, abbia progressivamente abbandonato la tradizionale concezione liquidatoria e sanzionatoria della legge fallimentare per privilegiare la conservazione dell'impresa, la continuità aziendale e il risanamento quale interesse non solo del debitore, ma anche dei creditori e del sistema economico.
La Circolare ripercorre le principali tappe della riforma, soffermandosi sulla disciplina del sovraindebitamento introdotta dalla legge n. 3 del 2012, sulle innovazioni del concordato preventivo, sulla progressiva estensione degli strumenti negoziali, sulla digitalizzazione delle procedure, sull'introduzione degli accordi ad efficacia estesa e della convenzione di moratoria, nonché sulle ulteriori modifiche intervenute sino alla legge delega del 2017 e all'adozione del Codice della crisi.
Particolare attenzione è dedicata ai successivi interventi correttivi, illustrando il decreto legislativo n. 147 del 2020, il decreto-legge n. 118 del 2021 che ha introdotto la composizione negoziata della crisi e il concordato semplificato, il recepimento della Direttiva (UE) 2019/1023 mediante il d.lgs. n. 83 del 2022 e, infine, il d.lgs. n. 136 del 2024, che ha ulteriormente modificato numerosi istituti, tra cui la composizione negoziata, gli accordi di ristrutturazione, il cram down fiscale, il piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione e la disciplina dei gruppi di imprese.
La Circolare evidenzia quindi come la struttura del Codice rifletta il nuovo approccio sistematico: gli strumenti diretti al risanamento dell'impresa sono collocati in posizione prioritaria, mentre la liquidazione giudiziale assume carattere residuale, quale rimedio destinato ad operare soltanto quando non sussistano concrete prospettive di recupero dell'attività economica.
Nel commento agli artt. 1 e 2 CCII, la Circolare sottolinea come il Codice abbia unificato in un unico sistema la disciplina della crisi e dell'insolvenza applicabile ai diversi soggetti, estendendo gli strumenti di regolazione non soltanto agli imprenditori commerciali, ma anche agli imprenditori agricoli, alle imprese minori, ai professionisti, ai consumatori e, più in generale, ai soggetti precedentemente esclusi dalla legge fallimentare, mantenendo ferme soltanto le discipline speciali espressamente previste.
Con particolare riferimento alle definizioni contenute nell'art. 2 CCII, la Circolare attribuisce rilievo centrale alla nuova nozione di crisi, definita come probabilità di futura insolvenza desumibile dall'inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici nei dodici mesi successivi. Tale definizione rappresenta, secondo la Circolare, il principale mutamento di paradigma introdotto dal Codice, poiché sposta l'attenzione dall'insolvenza già manifestata alla prevenzione anticipata del dissesto, valorizzando gli assetti organizzativi dell'impresa e la tempestiva attivazione degli strumenti di regolazione della crisi. L'insolvenza viene invece ricondotta alla fase patologica finale del processo di deterioramento dell'impresa, pur non escludendo, anche in tale situazione, la possibilità di percorsi di risanamento quando il recupero dell'attività risulti ancora concretamente perseguibile.
La Circolare analizza inoltre le definizioni di sovraindebitamento, impresa minore, consumatore, gruppo di imprese, strumenti di regolazione della crisi, professionista indipendente, esperto, misure protettive, misure cautelari e classe di creditori, evidenziando come tali nozioni costituiscano il fondamento concettuale del nuovo sistema e siano funzionali a privilegiare una gestione preventiva della crisi rispetto alla tradizionale logica liquidatoria.