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Piano di ristrutturazione omologato (parte prima): presupposti, requisiti, ambito di applicazione, gestione dell’impresa. E una (non lieve) criticita’ *


Stefano Ambrosini
Recensione

Ristrutturazioni aziendali, bilancio del primo “esercizio”: un “risultato utile” insperato


Data pubblicazione
25 maggio 2022

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Quando Stefano Ambrosini, nel giugno  del 2021, mi telefonò per propormi la creazione di una nuova rivista nell’ambito del portale IL CASO.it ricevendo da me una risposta entusiasta, non poteva immaginare  - e infatti non immaginava - il successo che l’iniziativa avrebbe avuto.

Personalmente ero più ottimista di lui, sia per il “taglio” che il sito avrebbe avuto, sia per i collaboratori di peso che il condirettore mi prospettava. Senza dimenticare il traino de IL CASO, che dall'esordio nel lontano 1996 (sulla rete Internet ne è passata di acqua sotto i ponti!), già nei primi anni del nuovo millennio ha ottenuto e mantenuto più di un milione di pagine lette ogni mese.

Il risultato di questo primo bilancio di “esercizio” (per prendere a prestito la terminologia societaria) di Ristrutturazioni aziendali va tuttavia oltre le più rosee aspettative.

Intanto per le “firme” che in questi dodici mesi hanno dato lustro alla rivista, apportando competenze elevate e fra loro diverse e complementari.

Un vero e proprio record - credo di poter dire - è costituito dal numero di professori ordinari (non solo di diritto commerciale e procedura civile ma anche di economia aziendale) che hanno fatto crescere l’oggettiva qualità della rivista con i loro importanti contributi: da Maffei Alberti a Jorio, da Pacchi a Censoni, da Fortunato a Scognamiglio e Irrera, da Fimmanò ad Onza, da Guidotti ad Arato, da Montanari a Carratta, da Fauceglia a Desana e Callegari, fino ad aziendalisti come Capodaglio, Quagli e Bastia.

Ma non si può non menzionare il prezioso apporto di magistrati (in attività o a riposo) come Panzani, Bozza, Didone, Vella, Limitone, Pani e altri ancora, come pure gli stimolanti contributi di studiosi e professionisti di valore quali Minervini, Panizza, Rinaldi, Aliprandi, Turchi, ecc.

A tutti loro va il più sentito ringraziamento della direzione.

Redigere una classifica dei “più letti” lascia probabilmente il tempo che trova, ma non si possono non menzionare i contributi - fra i primissimi in Italia sulla riforma del 2021 - di Ambrosini e Guidotti in tema di composizione negoziata e concordato semplificato, seguiti da quelli di Panzani, Minervini e Vella (di respiro anche sovranazionale); o quelli di Pacchi e Bastia su questioni di vertice come crisi e insolvenza ed emersione tempestiva della crisi, e quello di Casa, che a tutt’oggi rappresenta probabilmente il commento più acuto ed equilibrato alle Sezioni Unite sulla prededuzione dei crediti professionali. 

In secondo luogo per il “ritmo” che siamo riusciti a tenere nella pubblicazione del materiale giurisprudenziale e “istituzionale”, grazie soprattutto all’apporto del condirettore e dei suoi colleghi e collaboratori.

Non solo si sono pubblicati, con notevole tempismo, molti dei più importanti provvedimenti di legittimità e di merito degli ultimi tempi (basti pensare alle Sezioni Unite sulle prededuzioni e sul fallimento omisso medio, o alla prima decisione sulla composizione negoziata), ma anche, in tempo pressoché reale, parecchi documenti utili al dibattito e all’approfondimento, come quelli delle commissioni parlamentari, di Confindustria, del Consiglio nazionale dei commercialisti o, da ultimo, il parere del Consiglio di Stato sul Codice della crisi.

E anche qui si devono ringraziare quanti, fra magistrati, docenti e professionisti, ci hanno segnalato o trasmesso questo copioso materiale. 

In terzo luogo per i contributi che, via via col passare del tempo, sono affluiti in modo spontaneo alla direzione, soprattutto da parte dei professionisti, e che hanno arricchito la rivista anche sotto il profilo dell’attenzione a questioni pratiche.

Ebbene, l’unico modo per dare la misura di questi risultati sta nel fornire un dato numerico, che in base alla mia lunga esperienza “sul campo” è di assoluto rilievo.

I contenuti pubblicati su Ristrutturazioni aziendali vengono, infatti, immediatamente presentati ogni volta ad oltre 95.000 lettori mediante la newsletter distribuita da IL CASO, dalla quale perviene oltre la metà delle visite alla nuova Rivista. Ed è chiaro che il numero di pagine mensilmente “cliccate” è davvero notevole.

Tutto ciò ha indotto i direttori a immaginare, accanto al sito, la nascita di una rivista, Quaderni di Ristrutturazioni aziendali, destinata a raccogliere, in chiave essenzialmente tematica, i contributi e le pronunce in qualche modo più significativi e comunque legati fra loro da un “filo conduttore” che ne renda utile la lettura “in contestualità”.

Il “risultato utile” di questo primo “esercizio”, come si diceva, va ampiamente al di là delle nostre attese e ci incoraggia a proseguire lungo la strada tracciata, aperti come sempre siamo a idee e suggerimenti da parte di ognuno.

E siccome la persona alla cui intuizione si deve tutto questo non lo vuole sentir dire, non aggiungo altro. Anche se penso che i lettori abbiano capito benissimo!

Franco Benassi